Dal 3 ottobre 2019 La Porta è diventata una Fondazione di Partecipazione, un Ente previsto dalla riforma del Terzo Settore. Questa scelta è dettata da due esigenze: mantenerci fedeli alle volontà dei Fondatori per la salvaguardia del patrimonio e garantire lo spirito democratico che fin dalla nascita ha caratterizzato la ricerca culturale della Porta. Pertanto nella sostanza nulla cambia rispetto ai primi 40 anni di attività. O meglio, con il nuovo assetto statutario la responsabilità della continuità della Fondazione ricade indistintamente su tutti i Sostenitori, che potranno ancora di più essere direttamente partecipi della Fondazione.
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Il Libro dei nostri 40 anni

Vedi l'indice del libro "La Porta 1979-2019”



Libro omaggio ai soci/e 2019

Vedi l'indice del libro "attraverso queste mie parole”

Vedi l'introduzione di Gabriella Cremaschi

Scarica la copertina del libro

A questo link puoi vedere il video della presentazione del libro avvenuta domenica 27 gennaio 2019 nella Chiesa di San Fermo a Bergamo.


Vedi la prefazione del libro "Pensare il presente con Simone Weil” (quaderni della porta n. 82)


Vedi la prefazione del libro "Presente come vita” (quaderni della porta n. 81)



 

 


RIPRENDIAMO....

Dopo il lungo periodo di silenzio che la Fondazione Serughetti La Porta ha rispettato nel corso dei mesi più duri della pandemia riprendiamo ad aggiornare il nostro sito.
Ci sentiamo in astinenza, non da mancanza di informazioni e approfondimenti, ma perché è venuta meno la possibilità di incontrarci, condividere pensieri e parole, progettare e realizzare percorsi … insomma cercare di costruire conoscenza, confronto, cultura insieme..

Abbiamo iniziato a ritessere la nostra rete culturale attraverso la newsletter, che riprende una periodicità regolare, offrendo articoli, approfondimenti, segnalazioni di libri, spunti di riflessione ecc.

Potete ritrovare qui le newsletter di queste settimane e seguire più agevolmente i percorsi di approfondimento proposti.


newsletter 25 luglio 2020

  

LIBERA a Bergamo: tra memoria e impegno

L’esperienza di Libera nella nostra provincia muove i suoi primi passi alla fine degli anni 2000 proseguendo nel tempo rafforzandosi nella sua organizzazione e struttura operativa.
Oggi Libera Bergamo, oltre al Coordinamento provinciale, opera con tre Presidi territoriali: Isola bergamasca/Valle Imagna, Bassa pianura bergamasca e Valle Seriana.
La nostra presenza nel territorio ha come obiettivo principale, attraverso i due pilastri fondamentali di Libera, Memoria e Impegno, quello di far aumentare sempre più la coscienza che anche la bergamasca, senza allarmismi superficiali e inutili, è terra di presenza mafiosa (in particolare la ‘Ndrangheta) con i suoi modi e metodi di cultura e di azione. A tale proposito, un esempio su tutti: a Bergamo si sta svolgendo un processo alla ‘Ndrangheta (processo Papa) inimmaginabile fino a poco tempo fa.
Formazione, informazione, conoscenza, beni confiscati, collaborazioni sono sentieri che percorriamo per portare il nostro piccolo contributo per creare quella consapevolezza antimafiosa di cui anche la nostra bergamasca ha bisogno.
E tutto questo lo vogliamo fare non da soli ma costruendo una Rete di associazioni, singoli cittadini, istituzioni che aderendo o meno a Libera hanno a cuore questo impegno di contrasto alle mafie.

Per approfondire come sono strutturate la nostra presenza, la nostra azione e consultare il nostro materiale, vi invito a visitare il nostro sito, liberabg.it, e le nostre pagine facebook.


newsletter 18 luglio 2020

 
L'albero della pace di via D'Amelio

PAOLO BORSELLINO
La sua vita in tre, anzi quattro fotografie

Più ci si allontana da certi eventi (episodi, date, commemorazioni) più si corre il rischio che il ricordo diventi semplicemente di circostanza, e in particolare la retorica risulta un ridondante strumento per riempire quelle date, cosi che neppure le parole diventano strumenti utili e necessari per ‘fare memoria’ ma solo un esercizio stanco e ripetitivo che in certe situazioni il silenzio potrebbe sostituire in modo più elegante e efficace.
Per questo motivo gli organizzatori che ogni anno hanno organizzato nel pomeriggio la celebrazione della memoria della strage di via D’Amelio a Palermo (19 luglio 1992 – ore 16.58) hanno voluto da sempre restituire un ricordo sincero, vissuto, senza retorica e quel particolare momento si è sempre distinto dai momenti ufficiali, formali dove prevale l’enfasi ma non la Memoria.
Per non cadere in questa spirale rischiosa ho scelto un’altra strada.
Fermare tre, anzi quattro momenti della vita di Paolo attraverso delle fotografie che accompagnerò con brevi commenti personali o con altre frasi utili per capire il significato che la singola foto richiama.
Ho scelto di raccontare solamente l’uomo non l’eroe; oggi gli uomini dovrebbero ritornare ad essere semplicemente dei maestri e non degli eroi che vengono indicati per trovare alibi alle nostre responsabilità.
Ognuno poi si senta libero di cogliere - attraverso queste foto - quei particolari che io non ho compreso o di lasciarsi coinvolgere con altri significati.
Non è stato facile ne automatico scegliere quali foto potessero raccontare la vita di Paolo per ricordare questo anniversario della strage di Via D’Amelio ma in questi anni non è mancata la mia curiosità nel cercare i particolari e - guardando dentro le pieghe delle storie personali - si possono ricostruire quei fili, anche se logori e fragili, da cui riemergono trame che ci legano ad una Memoria condivisa, necessaria per conoscere il nostro passato e fondamentale per costruire in nostro presente.


newsletter 4 luglio 2020


ESSERE MIGRANTI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS.

Se pensiamo alla “questione” immigrazione come a un dato strutturale globale (le migrazioni hanno caratterizzato da sempre - nelle varie specificità - la vita umana sul nostro pianeta), una questione di portata gigantesca, oggi estremamente complessa nelle sue infinite sfaccettature e negli intrecci con i diversi contesti, è chiaro che i “corridoi umanitari” rappresentano solo un piccolissimo pezzo all’interno di questo quadro, una sorta di “modello”, una risposta certo molto parziale che permette però di sottrarre un certo numero di persone particolarmente vulnerabili al fenomeno dello sfruttamento dell’immigrazione “clandestina”, alla esperienza dei campi di detenzione, ai rischi mortali di un pericoloso viaggio per mare. Sono un tentativo di riconoscere dignità a queste persone, di riconoscerle come soggetti portatori di diritti, meritevoli di aspirare a un inserimento fattivo in una comunità capace di accoglierli.


newsletter 27 giugno 2020


NARRARE LA PANDEMIA
i racconti e i modelli letterari

Stiamo vivendo un'esperienza traumatizzante, esperienza collettiva e contemporaneamente solitaria. Ciascuno e ciascuna di noi ha e avrà di questi mesi un ricordo particolare, segnato inesorabilmente dalle particolarità che hanno contraddistinto la sua condizione: chi ha lavorato e chi no, chi si è ammalato e chi no, chi ha vissuto lutti e chi no, chi ha vissuto in una casa con giardino e chi in un appartamento di condominio, chi ha vissuto a Bergamo o in Valle Seriana e chi altrove...

In questi mesi molti giornali e siti di comunicazione hanno raccolto storie, professionisti della salute mentale si sono posti il problema di dare ascolto a chi ha vissuto vicende irraccontabili, per dare voce all'elaborazione del lutto e del dolore. Stiamo sperimentando, in queste prime settimane di riapertura, quanto forte sia il bisogno di raccontare cosa ci è successo: incontriamo amici che non vediamo da mesi e riannodiamo i rapporti raccontandoci ciò che è stata per noi l'esperienza del confinamento.

Tutte le tragedie della storia sono state raccontate già mentre avvenivano e soprattutto quando si sono percepite come finite nel processo mai concluso di ricostruzione della memoria individuale e collettiva e hanno spesso cercato modelli letterari conosciuti dentro i quali rintracciare quell'identità della condizione umana che ci fa pensare al dottor Rieux, il medico protagonista de La peste di Camus, come a un amico e a un modello da imitare.

Il percorso che vi proponiamo raccoglie alcuni contributi apparsi in questi mesi, dalla narrazione della pandemia nella storia e nella letteratura, all'inevitabile riflessione di Leopardi sulla natura, agli scenari profetici che la fantascienza ci ha proposto.


newsletter 20 giugno 2020


LE PAROLE PER DIRLO...
il lessico del coronavirus

La comunicazione ha assunto un ruolo centrale in questi mesi di emergenza; soprattutto nelle prime settimane abbiamo passato moltissimo tempo a leggere e ad ascoltare notizie. Attaccati alla liturgia quotidiana della conferenza stampa, dipendenti dai grafici che quotidianamente ci raccontavano l'andamento dell'epidemia abbiamo imparato un lessico nuovo, parole conosciute hanno assunto significati diversi, universi semantici sono migrati da un campo ad un altro per raccontare qualcosa che ci pareva e forse è ancora irraccontabile.Tra i moltissimi articoli letti in questi mesi vi proponiamo alcuni contributi tra loro molto diversi su aspetti differenti di quest'argomento, consapevoli della parzialità e della provvisorietà delle analisi che vi suggeriamo


newsletter 13 giugno 2020


Covid-19

NO, NON SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA

Forse l’abbiamo pensato in tanti, almeno all’inizio della tempesta. Siamo sulla stessa barca attaccata dal virus e tutti esposti quasi… democraticamente allo stesso angoscioso pericolo.
In realtà come tutte le specie in cerca di espansione anche il Covid-19 attacca per primi i “nemici” più deboli e li colpisce pesantemente.
Nella tempesta eravamo e siamo sparsi su barche diverse, da quelle grandi e robuste che tengono il mare in ogni situazione a zattere o barchini malconci in balia di ogni onda.
Fuor di metafora, il virus ha colpito direttamente e pesantemente soprattutto alcune aree, alcune fasce d’età e tipologie specifiche di fragilità. Direttamente ha ammazzato alcuni e non altri, ha tenuto sotto la sua scure per settimane e mesi alcuni e non altri, ma indirettamente ha colpito il quotidiano di molte donne e uomini che, non attaccati nella salute, hanno vissuto l’appesantimento e lo stravolgimento della loro vita quotidiana. Anche qui, a partire dai più deboli socialmente se non fisicamente. 
Partiamo dagli effetti diretti. 


newsletter 6 giugno 2020


IL FUTURO DELLA SPECIE HOMO SAPIENS

Cosa ci si può aspettare dal futuro. Non un futuro indeterminato ma quello che dista da noi una o due generazioni. Molte delle conseguenze dovute alle dinamiche che sono in atto procederanno con poche differenze ancora per anni per forza di inerzia. Per questo motivo le previsioni da qui al 2050 hanno un notevole grado di affidabilità. L’incertezza aumenta man mano si va verso la fine del secolo, molto sarà dovuto a eventuali cambiamenti che riusciremo a mettere in atto nel giro di una generazione, che daranno i loro effetti - positivi o negativi - nella generazione successiva.
La domanda che ci dobbiamo porre è se la sopravvivenza della nostra specie sia cosa scontata. Non è per sottovalutare la specie homo sapiens e i grandi risultati da essa conseguiti, risultati che però non importerebbero a nessuno nel caso la nostra specie non sopravvivesse. 
L’essere più intelligente che sia mai apparso sul pianeta è di fronte ad un problema di sopravvivenza dopo soli 200/300 mila anni dalla sua comparsa sul pianeta, quando la vita media di una specie è di 5 milioni di anni?


newsletter 1 giugno 2020


IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA

In un libro di molti anni fa (la prima edizione è del 1984), intitolato “Il futuro della democrazia”, Norberto Bobbio sottolineava la necessità di una visione realistica e disincantata delle "trasformazioni", dei "limiti" di un sistema in cui sono sempre in agguato i pericoli della rivincita degli interessi particolari, della persistenza delle oligarchie e della insufficiente educazione dei cittadini. 
Oggi, in uno scenario internazionale che è profondamente cambiato, anzitutto per il fenomeno della globalizzazione, le questioni poste da Norberto Bobbio appaiono ancora attuali.
In questa newsletter proponiamo alcune riflessioni e materiali che tematizzano la questione della democrazia, a partire dalla Costituzione della Repubblica italiana (il 2 giugno ricorre un anniversario fondativo). Per ipotizzare e comprendere il futuro della democrazia è sempre opportuno partire dalle radici che la alimentano, tenendo conto dell’attualità. In questi tempi sarebbe stato impossibile ignorare l’impatto della pandemia, sulla quale proponiamo alcuni riferimenti bibliografici.


newsletter 24 maggio 2020

FOGLI SPARSI DALL'ISOLAMENTO

In questa newsletter vi proponiamo alcune riflessioni che hanno come unico denominatore comune il fatto di essere state scritte da persone molto vicine al Centro La Porta.
Le abbiamo titolate “fogli” per mantenere una certa “materialità” dei testi in assenza della corporeità di autori e autrici.
“Sparsi” perché sono molto eterogenei tra loro: diversi per stile, temi, possibili destinatari.
C’è chi rielabora riflessioni passate ma ancora attuali (G. Vertova), chi fa i conti con numeri che non tornano (R. Artifoni), chi scrive per tenere a bada il dolore e la paura (F. Amigoni), chi lo fa per smascherare una certa retorica (R. Cremaschi), chi rivisita simboli per nuovi significati (M. E. Nardari) …
Ve li proponiamo così, come un possibile caleidoscopio di sguardi senza altra pretesa che quella di mettere in comune pensieri ed emozioni. 


newsletter 17 maggio 2020

 

ciao Antonio 

L’amicizia è il miracolo grazie al quale
un essere umano accetta di guardare
a distanza e senza avvicinarsi
quello stesso essere che gli è necessario
come un nutrimento.

(Simone Weil, Attesa di Dio
)

L’epidemia violenta che ha fatto soffrire tanti, in Bergamo e non solo, per la scomparsa di parenti ed amici, ha colpito anche la Fondazione Serughetti Centro La Porta, portandoci via il sostenitore, dirigente e volontario Antonio Flori. È la perdita non solo di un amico, ma di un prezioso collaboratore. 

Antonio non era un bergamasco doc, si era spostato con Clara da Milano a Bergamo dopo il matrimonio, ma le sue ben radicate origini erano a San Lorenzo in Banale, tra le montagne trentine. Si trasferì a malincuore perché a Bergamo si sentiva un po’ stretto, abituato com’era a frequentare spazi culturali e luoghi di fede nella vivace Milano.
Si mise in “ricerca”, perché Antonio sapeva adattarsi alle situazioni senza subirle. Incontrò la Comunità di San Fermo, iniziò a frequentare le iniziative del Centro La Porta. Bergamo diventò per lui un luogo da “abitare”, di cui cogliere le occasioni di confronto e di crescita. Già dal 1993 era socio della Porta; il Centro progressivamente divenne uno spazio di impegno più consistente. Nei primi anni del duemila si offrì come volontario per la registrazione e l'ordinamento dell'emeroteca e dell'audioteca. Negli stessi anni divenne membro del direttivo dell'Associazione La Porta.
Arrivava alla Porta con la sua bicicletta con la quale portava in giro per la città pacchi e pacchetti, volantini e locandine. La sua presenza, pressoché quotidiana, interrotta solo dalle visite alla figlia negli Stati Uniti e dai frequenti viaggi in Trentino, è sempre stata all'insegna della disponibilità: appena finiti i compiti a lui delegati chiedeva come potesse rendersi utile: attaccare francobolli, spedire lettere, pulire, … qualsiasi cosa fosse necessaria, comprese le chiacchiere con gli altri volontari e volontarie presenti in quel momento in sede.
Nel cassetto della scrivania dell’emeroteca ci sono ancora alcune cose che gli appartengono: alla Porta si sentiva ormai di casa. Lo si vedeva spesso chino sulle riviste che, oltre a riordinare, leggeva avidamente, curioso e desideroso di nutrirsi, lui così parco di parole, delle parole di altri per conoscere, per capire. Era geloso della propria libertà, non come atto di arroganza e autosufficienza, ma come capacità di assumersi le conseguenze delle proprie scelte. E altrettanto capace di salvaguardare la libertà degli altri.
Resterà una sedia vuota accanto a riviste accumulate, il rimpianto di saluti troppo frettolosi e del poco tempo a disposizione per rispondere ad un affettuoso "come va?
Ma resteranno anche gli sguardi di intesa che non hanno bisogno di parole, i sorrisi incoraggianti, i piccoli gesti gentili, la passione di un impegno condiviso.

Ci mancheranno il suo paziente lavoro, la sua gentilezza, il suo rispetto e il suo sorriso.
Per noi è difficile non pensare di incontrarlo ancora. Prima o poi. 


 

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nel web nel sito

File audio degli incontri


vai alla pagina del podcast audio della Porta, o al canale di youtube, dove si possono ascoltare e scaricare gli incontri effettuati a partire dall'inizio del 2018




In ricordo di Antonio Flori

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Podcast esterno

Le lunghe eredità della grande guerra- Confini e nazioni

Documentazione

Raffaele Masto: La scoperta dell'Africa

Angelo Ferrari: La Cina sta comprando l'Africa


 

Roberto Mancini: Ricchezza e povertà in una società umanizzata


Stefano Allovio: Le culture della paura
e i cambiamenti sociali

Elena Pulcini: Tra rabbia e risentimento:
l’escalation delle passioni tristi

Leonardo Lenzi: Pazienza e mitezza: due virtù in disuso?

Paolo Santori: Prudenza e temperanza virtù della sfera
pubblica


Conferenza inaugurazione mostra

Le città e i migranti/1

Le città e i migranti/ 2

Le città e i migranti/3


 Massimiliano Trentin: Quali e quanti Medio Oriente?

Giuseppe Acconcia: Il popolo curdo

Giuseppe Acconcia: I curdi in Italia: ripensando un’identità transnazionale

Francesco Mazzucotelli: Un paese, molte comunità: il mosaico libanese

Arturo Marzano:israeliani e palestinesi: identità, nazioni, narrazioni

scarica gli appunti delle relazioni


Quale futuro per l'Europa


Per un approfondimento dell' incontro con Guido Montani:
L’ELEZIONE EUROPEA DEL 2019 E IL FUTURO DELL'UNIONE: verso una elezione costituente?

Per un approfondimento dal blog di Guido Montani

Ascolta il primo incontro con Guido Montani

Scarica in pdf la relazione di Guido Montani

Ascolta il secondo incontro con Laura Pennacchi:
LE DISEGUAGLIANZE IN EUROPA:
dalla redistribuzione alle strutture

Scarica in pdf la relazione di Laura Pennacchi

Articolo di Chiara Favilli da "Questione giustizia” Fascicolo 2/2018 - L'ospite straniero. La protezione internazionale nel sistema multilivello di tutela dei diritti fondamentali

Scarica in pdf la relazione di Chiara Favilli

Ascolta il terzo incontro con Chiara Favilli:
L'EUROPA CHE RESPINGE E L’EUROPA CHE PROTEGGE: la difficile costruzione della politica europea di immigrazione e asilo

 

Ascolta il quarto incontro con Filippo Pizzolato:
DALLA COSTITUZIONE ITALIANA:
quali principi riproporre per una democrazia costituzionale europea

Scarica in pdf la relazione di Filippo Pizzolato


Dal ciclo di incontri: Profughe e profughi: una storia lunga un secolo:


Doc. in formato pdf dell'incontro con Stefano Gallo

Doc. in formato pdf dell'incontro con Mattia Vitiello

Doc. in formato pdf dell'incontro con Enrico Miletto

Doc. in formato pdf dell'incontro con Emanuela dal Zotto

Ascolta i relatori su youtube


Dal ciclo di incontri: L'Italia e l'Africa: il dominio coloniale italiano tra 800 e 900.

Scarica le slides della lezione di Uoldelul Chelati Dirar

Con questo link scarichi gli audio delle conferenze

Scarica le slides della lezione di Gianluca Podestà

Scarica da google.drive le slides della lezione di Barbara Sorgoni


Dal ciclo di incontri: L'ISLAM IN EUROPA

scarica in pdf la relazione dell' incontro con Alessandro Vanoli:
Le radici islamiche dell’Europa

scarica in pdf la relazione dell' incontro con il prof. Enzo Pace:
L’Islam d’Europa: mappe e bussole

scarica in pdf la relazione del' incontro con la prof.ssa Anna Vanzan
La relazione tra maschile e femminile nell’Islam

Vedi le slides relative alla lezione di Anna Vanzan:
La relazione tra maschile e femminile nell’Islam


Dal ciclo di incontri: le migrazioni del Mediterraneo

scarica in pdf la relazione del secondo incontro con Fulvio Scaglione:
Politiche europee e scenari futuri

vedi su Google Drive le slides relative alla lezione di Fulvio Scaglione:
Politiche europee e scenari futuri

scarica in pdf la relazione del quarto incontro con Giuseppe Acconcia:
Il business delle migrazioni

vedi le slides relative alla lezione di Giuseppe Acconcia:
Il business delle migrazioni

scarica in pdf la relazione del quinto incontro con Antonio Morone:
Le cause delle migrazioni- le guerre.- Il caso Libia


Dal ciclo di incontri: ISIS che cos'è lo "stato islamico"?


scarica in pdf la relazione dell' incontro con Giuseppe Acconcia del 29.01.16:
ISIS in Siria, Libia e nel Sinai

scarica le slides dell' incontro con Giuseppe Acconcia:
ISIS in Siria, Libia e nel Sinai

scarica in pdf la relazione dell' incontro con Francesco Marone:
Radicalizzazione e Islam in Europa

scarica le slides dell' incontro con Francesco Marone:
Radicalizzazione e Islam in Europa

Lettura in formato pdf dell'incontro con Andrea Plebani:

Il sedicente Stato Islamico: obiettivi, evoluzione e dinamiche

Lettura in formato pdf dell'incontro con Paolo Maggiolini:

Le straregie di state building di ISIS

vedi su Google drive le slides del 
secondo incontro con Paolo Maggiolini

 Le strategie di state building di ISIS


IL LESSICO DELLE MIGRAZIONI
 per il diritto di asilo
.


LA LEGISLAZIONE ITALIANA SUL DIRITTO D’ASILO

LE DEFINIZIONI PIÙ DIFFUSE DELLE CATEGORIE DEI/DELLE MIGRANTI

IL GLOSSARIO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

IL GLOSSARIO DEL CONTROLLO DELLE FRONTIERE

L’ITALIA: I CENTRI PER MIGRANTI

MAPPA DEI CENTRI PER MIGRANTI IN ITALIA ALCUNI SITI CONSULTABILI


Documenti dal ciclo di incontri: mare nostrum, il Mediterraneo:


Scarica in formato pdf la relazione dell'incontro con Giampaolo Calchi Novati:
Geografie politiche intorno al Mediterraneo

Scarica in formato pdf la relazione dell'incontro con Francesco Mazzucotelli:
Soggetti in movimento

Scarica in formato pdf la relazione del secodo incontro con Francesco Mazzucotelli:
Turchia e Siria

vedi su Google Drive le slides relative al secondo incontro di Francesco Mazzucotelli
Turchia e Siria

Scarica in formato pdf la relazione dell'incontro conGiorgio Musso:
Dai fratelli mussulmani a Papa Francesco


Documenti dal corso:
Storia dell’Europa. Dalle origini al suo ruolo attuale

Scarica il materiale relativo alla lezione del prof. Graglia: 
Le istituzioni europee

Scarica il materiale relativo alla lezione del prof. Daveri: L'Europa dell'economia

Scarica le registrazioni delle lezioni del corso al sito di Fondazione Bergamo nella storia

 

documenti

Relazione di Patrizio Rota Scalabrini:
Le categorie del puro e dell'impuro, del sacro e del profano
Relazione di Barbara Pezzini: Fraternità/sororità e diritto
Ricordo di Giovanni Serughetti
Ricordo di Giuseppe Barbaglio

 

corsi di base

L'evoluzione, la biodiversità e l'albero della vita.  
Condotto da Eros Gambarini

Relazione primo incontro
Relazione secondo incontro
Relazione terzo incontro

Contributo di Gian Gabriele Vertova
Bibbia e Letteratura italiana del 900

Contributo di Luciano Zappella
La Bibbia come letteratura

Contributo di Lisa Cattaneo
Leopardi e la Bibbia

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